Peperoncino: una droga?

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Definito come la spezia afrodisiaca per eccellenza, è ottimo quando si tratta di stare sotto le lenzuola… e non solo.
Il peperoncino aiuta a superare molti problemi, è infatti definito una “droga” rossa e piccante, capace di esaltare il gusto e infiammare il desiderio.
Usato in cucina, esalta i sapori senza conoscere limiti. Come a tavola, anche a letto non ha rivali: il suo sapore pungente dà vigore, energia e benessere fisico. Il principale responsabile della sua piccantezza è la capsaicina, che attiva i recettori presenti sulla lingua.

Questa spezia, oltre a donare sapore e profumo ai nostri piatti, sa essere un ottimo alleato sotto le coperte: è un’ottima erba curativa la quale riduce il colesterolo, migliora la circolazione del sangue e funge da eccellente vasodilatatore.
Riepilogando, il peperoncino dona effetti positivi sia in cucina che nelle relazioni intime sessuali. Questa spezia regna sulle nostre tavole dal lontano 1514 quando Colombo la importò dall’America. Ci sono però tracce della sua esistenza risalenti a più di 5 mila anni prima della nascita di Cristo: veniva coltivata da popolazioni messicane e peruviane.
Per le sue proprietà curative essa veniva considerata sacra dai Maia e dagli Inca. Ancora oggi i messicani la usano per le loro tortillas, gli africani per la manioca, gli asiatici per il riso e in Italia, sopratutto al sud, trasforma la cucina più semplice e povera in una
saporita e vivace.

In molti ritengono il peperoncino un analgesico:depura e allontana i germi come un antibiotico naturale. Basta non abusarne, come ogni altra cosa, potrebbe col tempo causare infiammazioni.
Siccome riesce ad ossidare il sangue, è utilizzato da molti giovani per attutire i postumi di un sabato sera in discoteca.
Essendo, come detto prima, un vasodilatatore naturale, c’è la possibilità che venga considerato l’antenato del Viagra.

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